Pip: IL MIO PENSIERO CRITICO — . Oggi si parla di carburante, promesse e di come la memoria politica abbia una durata sorprendentemente breve.
Mara: oggi mette sotto la lente una dichiarazione di Salvini sui prezzi della benzina, risalendo alle promesse passate e ai numeri reali di quello che paghiamo alla pompa. Cominciamo da lì.
Il Ministro Salvini e il prezzo del carburante: promesse e realtà
Pip: La domanda di fondo è semplice: quando un ministro dice che il prezzo del carburante non calerà, cosa sta ammettendo esattamente — e cosa aveva promesso prima di sedersi su quella poltrona?
Mara: Il post parte proprio da un vecchio tweet di Salvini, datato 1° marzo 2018, in cui scriveva sicuro: “Nel primo Consiglio dei Ministri del Governo Salvini cancelleremo 7 ACCISE sulla benzina.”
Pip: Sette accise. Cancellate. Nel primo Consiglio dei Ministri. Poi è arrivato il primo Consiglio dei Ministri.
Mara: E non è un caso isolato. Il pezzo ricorda il video del 2019 diventato virale, con Giorgia Meloni davanti a una pompa di benzina a denunciare che su 50 euro di carburante ben 35 finivano allo Stato tra accise e IVA, definendola “uno scandalo inaccettabile.” Lo stesso copione si è ripetuto nella campagna del 2022, con l’eliminazione delle accise tra gli impegni centrali del programma.
Mara: Il post chiama tutto questo “effetto Pinocchio”: sbandierare i cartelloni con le accise storiche dall’opposizione — dalla guerra d’Etiopia al Vajont — promettendo di cancellarle, salvo scoprire la loro “comodità” una volta al governo.
Pip: La spiegazione strutturale è quella che regge tutto: le accise sono un bancomat fiscale da cui nessun esecutivo può uscire senza trovare coperture alternative miliardarie. Cambiano i governi, il copione resta identico.
Mara: I dati del MIMIT lo confermano con precisione. Sul prezzo medio nazionale della benzina self-service di 2,154 euro al litro, lo Stato incassa 0,728 euro di accisa fissa più 0,388 euro di IVA — calcolata anche sull’accisa stessa, la classica tassa sulla tassa — per un totale di 1,116 euro al litro.
Pip: Il 51,8 percento di quello che paghi alla pompa finisce nelle casse pubbliche. Il restante 48,2 percento copre petrolio, raffinazione, logistica e il margine del benzinaio.
Mara: Come conclude il pezzo: “Quando i ministri ripetono che i prezzi non dipendono dal governo, i numeri raccontano un’altra storia.”
Pip: Una storia con molti protagonisti, una sola battuta finale e nessun taglio.
Pip: Promesse in campagna, accise in cassa. Il copione non cambia governo dopo governo.
Mara: La prossima volta che senti parlare di tagli alla benzina, tieni a portata di mano i dati MIMIT. Ci vediamo al prossimo episodio.


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